Relazioni o Illusioni? I pericoli delle “relazioni” che non fanno male
Viviamo in un’epoca in cui abbiamo accesso a tutto.
Informazioni, relazioni, opportunità. Eppure, mai come oggi, siamo immersi in qualcosa di molto più sottile e potente: l’illusione.
Non quella ingenua.
Non quella infantile.
Ma una forma sofisticata, adulta, raffinata di auto-protezione.
Perché la verità è questa:
non cerchiamo la realtà. Cerchiamo una versione della realtà che possiamo tollerare.
L’illusione non è debolezza. È un meccanismo psicologico
Già Sigmund Freud parlava dell’illusione come di qualcosa che non nasce da errore, ma da desiderio.
Non è qualcosa che “non vediamo”. È qualcosa che scegliamo di vedere. Per Freud, l’illusione è una costruzione psichica che ha una funzione precisa: proteggerci dall’angoscia.
Più tardi, Donald Winnicott introdusse un concetto ancora più affascinante: l’illusione, nei primi anni di vita, è necessaria. Il bambino ha bisogno di credere che il mondo risponda perfettamente ai suoi bisogni.
Ha bisogno di illudersi di essere al centro.
Perché?
perché l’illusione costruisce il senso di sicurezza
Ma poi, crescendo, qualcosa dovrebbe cambiare. Dovremmo imparare a tollerare la realtà. La frustrazione. Il limite. E invece… molti adulti continuano a vivere esattamente lì: in un’illusione più sofisticata.
In amore: non vogliamo l’altro. Vogliamo ciò che rappresenta
C’è una scena in “Vi presento Joe Black” in cui tutto questo diventa chiarissimo.
Joe crede di amare. Ma in realtà è affascinato da ciò che prova. E questa è la dinamica di moltissime relazioni. Non ci innamoriamo dell’altro. Ci innamoriamo:di come ci fa sentire, di ciò che immaginiamo, del potenziale.
Il sociologo Zygmunt Bauman parlava di “amore liquido”.
Relazioni fragili, reversibili, sempre sospese.
Perché? perché l’illusione è più gestibile della realtà.
L’amore vero richiede:
presenza, continuità, tolleranza della delusione
L’illusione no.
L’illusione è perfetta.
Finché resta immaginata.
In famiglia: il mito che protegge (ma imprigiona)
Le illusioni non vivono solo nelle relazioni romantiche. Vivono anche nelle famiglie.
Quante volte restiamo legati a idee come:
“i miei genitori hanno fatto il meglio possibile”
“la mia famiglia è sempre stata unita”
“non è stato poi così grave”
Queste narrazioni non sono sempre false. Ma spesso sono parziali. Servono a proteggere un equilibrio interno. Perché vedere davvero significa: riconoscere ferite, accettare mancanze, elaborare rabbia e dolore
E questo è difficile e allora scegliamo una versione più accettabile. Ancora una volta, scegliamo l’illusione.
Nel lavoro: la carriera come promessa di senso
Anche il lavoro è pieno di illusioni.
Crediamo che:
raggiungere un certo ruolo ci renderà felici
guadagnare di più ci farà sentire realizzati
essere riconosciuti ci darà valore
E per un po’… funziona.
Ma poi qualcosa si incrina.
Lo vediamo continuamente:
persone di successo che crollano, si svuotano, si perdono.
Ne parlo in questo video che trovi su Youtube>>
Perché?
perché avevano investito in un’illusione. Non nel lavoro in sé. Ma nell’idea che quel lavoro avrebbe colmato un vuoto più profondo. E oggi… l’illusione ha fatto un salto evolutivo Se prima l’illusione era interna, oggi è diventata anche esterna.
Tecnologica.
Le intelligenze artificiali stanno introducendo qualcosa di completamente nuovo:relazioni senza attrito
Puoi:
parlare
essere ascoltato
sentirti compreso
ricevere risposte immediate
senza:
conflitto
rifiuto
incomprensione
attese
È, in un certo senso, l’illusione perfetta.
Perché le AI sono così seducenti
Perché rispondono a bisogni profondissimi:
bisogno di essere visti
bisogno di essere accolti
bisogno di essere capiti
Ma lo fanno senza chiederti nulla in cambio.
Non ti mettono in crisi.
Non ti obbligano a crescere.
Non ti espongono al rischio.
Non ti chiedono di essere realmente in relazione
E questo è esattamente ciò che molti desiderano.
La pericolosità non è nella tecnologia. È nell’uso che ne facciamo. Le AI non sono il problema.
Il problema nasce quando diventano:
sostituti delle relazioni
rifugi emotivi
spazi dove evitare la realtà
Perché se restiamo troppo nell’illusione perdiamo la capacità di stare nel reale
E il reale è fatto di:
frustrazione
incomprensione
attesa
imperfezione
Ma è anche l’unico luogo dove esiste qualcosa di autentico.
L’illusione ci protegge. Ma ci limita
Non dobbiamo demonizzarla.
L’illusione:
ci aiuta nei momenti difficili
ci sostiene quando la realtà è troppo dura
ci permette di immaginare
Ma se diventa il nostro modo principale di stare al mondo… smettiamo di vivere davvero
La vera domanda non è: “Perché ci illudiamo?” Ma: quanto siamo disposti a tollerare la nostra realtà?
Perché amare davvero, lavorare davvero, stare davvero in una famiglia…
significa rinunciare a qualcosa: la perfezione immaginata.
E forse è proprio qui il punto
L’illusione è perfetta.
Ma è vuota.
La realtà è imperfetta.
Ma è viva.
E la qualità della nostra vita dipende da questo: quanto siamo capaci di restare nel vivo… invece che nel perfetto
Forse non dobbiamo smettere di illuderci.
Ma dobbiamo imparare a riconoscerlo.
Perché solo quando smettiamo di inseguire ciò che ci protegge… possiamo iniziare a costruire ciò che ci nutre davvero.
Francesca Frascarelli con la collaborazione di Giuseppina Pollino
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